Convento Padre Leopoldo Mandic

DETTAGLI DEL PROGETTO

Concorso – Partecipazione ad invito

DETTAGLI DEL PROGETTO

Localizzazione: Padova, Italia

Cliente: Frati Minori Cappuccini di Padova

Progettisti: Diego Stocco, Bruno Stocco

Collaboratori: Luca Pellizzon, Valentina Cadamuro, Michele Sandrin, Nicola Sacchetto

Progetto: 2011

Volume: 10.400 m3

Tipologia: Complesso conventuale

Il progetto di restauro prende in considerazione una parte del convento dei Frati Minori Cappuccini di Padova, in particolar modo la zona di “clausura” dove risiedono i Padri. Quest’ala del convento si sviluppa attorno ad un grande chiostro ed è accessibile sia dalla Chiesa dei Cappuccini quale ingresso principale su P.le S. Croce, sia da Via dei Cappuccini quale ingresso secondario e carraio situato a nord.  Trattandosi di un edificio con più di cinquant’anni, situato all’interno del centro storico di Padova, è soggetto ad un vincolo che impone il mantenimento delle forometrie, l’altezza, la superficie coperta e i relativi paramenti murari esterni. L’intervento prevede quindi una riorganizzazione degli spazi interni, che ora non risultano adeguati alle necessità dei fruitori, viene pertanto riprogettato l’ingresso da Via dei Cappuccini, vengono ridisegnati i percorsi principali, i collegamenti verticali tra i piani con abbattimento delle barriere architettoniche ed il numero e la tipologia di celle, oggi prive di un bagno privato, gli spazi di servizio e quelli comuni. La risposta a queste problematiche si è basata, non solo sugli aspetti strettamente funzionali che comunque hanno mantenuto la loro priorità, ma anche su un tema compositivo che convenisse allo stile di vita monastico dell’ordine.  La caratteristica del “servire” tipica dell’ordine monastico in questione, si trasforma in architettura nell’essenza del costruire, nel fare ciò che è necessario. Grande attenzione è stata posta alla scelta degli arredi, che saranno realizzati a disegno molto semplice in legno di larice, come il pavimento e sono posizionati all’interno della stanza in modo da garantire una divisione spaziale delle funzioni che in essa avvengono.  La scelta dei materiali, delle finiture, degli elementi d’arredo, segue i concetti di povertà, semplicità, purezza della forma, … tutti elementi che contribuiscono a creare un’ “architettura contemplativa” che si presta ad essere osservata attentamente. La porta d’ingresso attuale della cella, viene recuperata procedendo alla sua sverniciatura al fine di mostrare il materiale che la costituisce (legno di abete). Il corridoio presenta un pavimento in cemento lisciato, che richiama la resina utilizzata nei bagni, e il controsoffitto, che ospita gli impianti, è rivestito in tavole di legno di larice.